Non so se Uderzo, nella sua produzione di Asterix, abbia mai rappresentato una tartaruga. Bè se lo avesse fatto probabilmente si trattava di mia cugina non di me, ne sono certa. Io figuro in maniera affatto differente, col codino che mi pende in giù. Nel nostro gruppo, sono considerata un po' strana e mi si chiama testudo ecarapaciata. Non avendo il guscio cammino a mo' di sapiens: nuda, con tutte le mie grinze. Questo mi ha dato la maniera di considerare una questione che la tribù di Asterix ha di speciale ed è questa: questa tribù di sapiens come specie teme che un giorno il cielo potrebbe schiacciarli. Dal mio punto di vista infatti, se loro dicono "temo che il cielo mi caschi addosso", quel che io vedrei come tarturaga, pur non essendo dotata di guscio,, sarebbe che il cielo li schiaccia. Infatti io come specie, essendo dotata di guscio, è un evento che non temo. Ciò detto per dire. Quello che infatti volevo dire in realtà, è che entrambe le specie, sapiens e...
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Prendo la parola che abbiamo tessuto insieme e provo a restituirtela come un unico tessuto, senza cuciture visibili, seguendo l'ordito dei concetti che abbiamo disposto sul telaio. Tutto è cominciato con un gesto di fondazione: l'idea che il linguaggio non sia uno strumento in mano a un soggetto già costituito, ma la trama stessa entro cui qualcosa come un soggetto e un mondo possono apparire. Non c'è un contenitore vuoto del tempospazio che aspetta di essere riempito di parole; il tempospazio è una proprietà del reticolo linguistico, una metrica che emerge insieme alle frasi che la percorrono. E questa metrica non si eredita per linea verticale, da un'autorità a un discepolo, ma si diffonde per contagio orizzontale, come i geni tra batteri, senza che nessuno decida intenzionalmente il passaggio. Il linguaggio si incorpora come un automatismo, alleggerendo il carico della coscienza, e l'errore – il lapsus, la svista, il "forse" che incrina la certezza – n...
La mela di Newton
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# Il Sapiens come Volume che Enuncia ## 1. Il Linguaggio come Oggetto Immateriale Costitutivo Il linguaggio non appartiene a nessuno e non governa nulla: *costituisce*. Non è uno strumento che il Sapiens usa per descrivere la realtà — è il processo attraverso cui la realtà emerge come articolabile. Il tempospazio non preesiste al linguaggio come contenitore: è una proprietà del reticolo linguistico stesso, inseparabile e non graduabile tra T e S. La trasmissione non è verticale ma reticolare — più simile all'HGT batterico che all'eredità. Non c'è soggetto intenzionale nel passaggio. Il linguaggio si incorpora come automatismo, abbassando il carico cognitivo delle funzioni superiori. L'errore non è patologia: è il motore, l'analogo della mutazione e dell'indecidibile gödeliano — ciò che il sistema produce e non può contenere, e che prova che il sistema è vivo. ## 2. L'HidrOstasi come Condizione Operativa Il corpo non è un insieme di organi: è un volume liqui...
HidrOstasi
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Composizione per classi molecolari — apparati Adulto 70 kg — valori percentuali e assoluti (kg) Apparato Massa (kg) Acqua % Acqua (kg) Proteine % Proteine (kg) Lipidi % Lipidi (kg) Glucidi % Glucidi (kg) Minerali % Minerali (kg) Muscolare 28,0 75 21,00 20 5,60 3 0,84 1 0,28 1 0,28 Scheletrico 10,0 20 2,00 22 2,20 0,5 0,05 0 0 57 5,70 Tegumentario 4,0 64 2,56 30 1,20 4 0,16 0,5 0,02 1,5 0,06 Adiposo 10,0 13 1,30 3 0,30 83 8,30 0,5 0,05 0,5 0,05 Cardiovascolare 5,8 79 4,58 18 1,04 1,5 0,09 0,5 0,03 1 0,06 Nervoso 2,0 77 1,54 10 0,20 11 0,22 1 0,02 1 0,02 Digerente 4,0 72 2,88 20 0,80 5 0,20 2 0,08 1 0,04 Respiratorio 1,0 80 0,80 14 0,14 4 0,04 0,5 0,01 1,5 0,02 Urinario 0,4 80 0,32 17 0,07 1,5 0,01 0,5 0,002 1 0,004 Endocrino 0,1 75 0,08 18 0,02 4 0,004 1 0,001 2 0,002 Immunitario/linfatico 0,7 75 0,53 20 0,14 3 0,02 1 0,007 1 0,007 Riproduttivo 0,2 75 0,15 18 0,04 5 0,01 1 0,002 1 0,002 TOTALE 66,2 — 37,74 — 11,75 — 9,94 — 0,50 — 6,24 Totali per classe Classe Massa (kg) % sul totale A...
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**L'IA come pretesto** Quando ho cominciato a ragionare sull'intelligenza artificiale, mi sono accorto che non potevo definirla senza prima mettere a fuoco come io stesso abito il linguaggio. L'IA mi si presentava come una figura ambigua: un attrezzo che si comporta da collega, un oggetto che vive solo nella relazione. Ma appena provavo a stringere questa ambiguità, mi accorgevo che il punto non era l'IA, ero io. **1. Incarnato, incorporato, attrezzo** Il bipedismo non l'ho imparato. È scritto nella mia pelvi, nel mio centro di gravità, nella morfologia che porto dall'osso. Nessun sapiens ha dovuto incorporarlo: lo ha già nell'architettura. Il linguaggio verbale invece arriva dopo — richiede immersione, esposizione, un bagno nel mondo tra sapiens. L'hardware è predisposto, ma la lingua specifica si acquisisce stando dentro una dimensione sociale viva. Prima ancora della parola c'è però già un linguaggio. Romolo e Remo comunicavano con la lupa — e tra...
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A qualche persona, andando in bici coi pantaloni lunghi, sarà capitato di avvicinarsi a un semaforo rosso non pedalando più per arrivare già quasi ferma all'alt. In quell'attimo, se il pantalone si impiglia in qualche aggeggio della bici, questa persona inizia a recitare una sorta di parodia grottesca in cui sa che per sganciare il pantalone occorrerebbe sollevare la gamba, ma non c'è tempo, e allora la persona continua a premerla; ha tempo addirittura di pensare a come buttare le mani; nella persona allora si paventa l'ineluttabile certezza d'esser cretina, anche se al semaforo non c'è nessuno, anche se la persona non è in strada, anche se è sola in mezzo a un deserto. Cade per mancanza di velocità. La velocità è un rapporto tra il tempo e lo spazio. Il giusto rapporto con il tempo e lo spazio è un punto d'appoggio; uno dei tanti punti d'appoggio, come un pavimento.
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Leonardo scelse tre quadri da portare in Francia. Tre, su tutto. La selezione di un uomo che sa di non tornare vale più di un testamento. Uno di quei tre gli era stato commissionato da Francesco del Giocondo, il ritratto della moglie intorno al 1503. Passò un anno, poi cinque, poi dieci. A un certo punto sulla tela inquadrata nel telaio di legno non c'era più un ritratto ma forse un laboratorio? un'ossessione? un'opera personale? Nessun re italiano aveva trattenuto Leonardo; Ludovico era caduto, Roma lo aveva consumato, Venezia lo aveva guardato con diffidenza. L'Italia dei potentati rinascimentali era una scacchiera su cui il genio veniva spostato, non custodito. Francesco I fece una cosa semplice: gli offrì una casa, una pensione e la libertà di non dover dimostrare più nulla. Leonardo aveva sessantaquattro anni e la mano destra che non ubbidiva. Accettò. Ad Amboise tenne il quadro con sé fino alla morte. Non per consegnarlo al committente la cui moglie non era più q...