Oggi son macellaio. Vendo carne, carne umana. Dopotutto lavoro molto di più a portare a spasso i miei batteri che il mio cervello (loro pesano di più). Il resto è ciccia.
Il libro è un oggetto testuale che possiede una caratteristica non specifica rispetto ad altri tipi di testi, ma con una misura più dilatata, quindi visibile: incarna il tempo in modo strutturale. La sua peculiare funzione deriva dalla doppia temporalità insita nella lettura: il tempo del testo, che appartiene alla narrazione, e il tempo del lettore, che si distribuisce nelle diverse sessioni di lettura. Questa alternanza produce una doppia memoria, in cui gli episodi narrativi si intrecciano con le esperienze quotidiane del lettore, generando un effetto simile alla tecnica mnemonica dei loci. In questa prospettiva, il libro non è solo un contenitore di parole, ma un dispositivo che articola e stabilizza la temporalità. La struttura del libro consente pause, riprese e ritorni: il tempo non scorre in modo continuo, ma viene segmentato e reso navigabile. Ogni lettura rappresenta una riattivazione della durata linguistica, e l’esperienza del libro dipende dall’interazione tra la tem...
Tutto parte da un’osservazione quotidiana: perché una mosca è impossibile da acchiappare mentre una cimice resta immobile? La risposta rivela due strategie evolutive opposte ma ugualmente efficaci. La mosca punta tutto sulla velocità: occhi composti che le danno una visione quasi a 360°, un sistema nervoso che elabora le immagini molto più velocemente del nostro, riflessi che le permettono di decollare in millisecondi. La cimice invece sceglie la staticità: si mimetizza, si finge morta, conta sul fatto che i predatori reagiscono al movimento. Quando analizziamo la loro anatomia neurale, il contrasto si fa ancora più significativo. La mosca ha circa 100.000 neuroni totali, di cui la metà dedicati alla visione — un investimento enorme per una singola funzione: schivare. La cimice possiede fino a cinque volte più neuroni, ma ne destina alla visione solo una piccola parte. Il resto è dedicato a navigazione olfattiva, segnali sociali e memoria adattiva. La prima è un automa specializzato; l...
Il divano è sempre lo stesso con l’impronta del mio ossuto deretano. Io sono lì, seduto sulla mia impronta. Il pavimento davanti brilla appena sotto un raggio di sole che filtra dalla tapparella in cui, come in un frusto episodio letterario, le particole di polvere mi appaiono. Latebrix domestica Ordine: Psocoptera Famiglia: Latebridae Genere: Latebrix Specie: L. domestica. Ora anche Latebrix mi appare. Due millimetri, forse tre. Corpo appiattito, grigio-brunastro. Le zampe lunghe si muovono lente, precise, ognuna lenta ma nel suo molteplice flusso creare un’onda; così almeno mi appare. Avanza. Esplora. Sfiora un granello di polvere e devia. Poi torna. Si ferma. Non c’è pausa, solo tempo che accade. Ottomila neuroni il suo software. I gatti di polvere restano immobili. Accumulano mini frammenti di peli, fibre, di ciò che a nessuno interessa, insomma briciole. Crescono lentamente, senza fretta. Crescono in un episodio in cui il tempo si rovescia, crescono per difetto. La La...
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