Gatto morto

  Il mio gatto morto non è quello dentro una scatola che può addirittura essere vivo. Il mio gatto morto è quello che mi è morto per davvero. Spiaccicato su una strada. I miei gatti non son morti spiaccicati. 

Nell'affannosa ricerca di tentar di trovare un giusto rapporto tra lo spazio ed il tempo, che in Fisica vien definito Velocità, ho praticato per anni la strada, l'architettura più tappa che l'umanità abbia prodotto, in cicclo.

In cicclo capita di vedere animali spiaccicati sulla strada: uccelli, roditori, canidi, etc..

Nel nutrito catalogo animale non mi è mai capitato di vedere un sapiens nonostante sappia, così come so che la terra non è piatta, ve ne sian stati.

Tuttavia nel mio percepire il lutto stradale il gatto morto (spiaccicato) mi è sempre sembrato incomprensibile. Incomprensibile pensare come la sua fulmineità, il suo acume, possano farlo capitolare in presenza di un auto.

Sino a che non ho capito che l'omogeneo incedere di questa, non possa rientrare nei fulminei parametri di pericolosità del gatto. Morto.

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Nelle sue remote pagine è scritto che gli animali si dividono in (a) appartenenti all'Imperatore, (b) imbalsamati, (c) ammaestrati, (d) lattonzoli, (e) sirene, (f) favolosi, (g) cani randagi, (h) inclusi in questa classificazione, (i) che s’agitano come pazzi, (j) innumerevoli, (k) disegnati con un pennello finissimo di pelo di cammello, (l) eccetera, (m) che hanno rotto il vaso, (n) che da lontano sembrano mosche.

Latebrix domestica