More dogs

 Mia madre, non saranno nemmeno sette anni, mentre la spingevo in carrozza non sapendo bene dove andare se non al parco vicino a casa sua, ogni tanto spezzava quella serena mancanza di argomenti che talvolta si creava, con: a gh'è pió can che putèin [ther's more dogs then childrens]. Un'osservazione che a me che son stato proprietario sia degli uni che degli altri, mi ha continuato a tittillare senza mai fossilizzarsi in un argomento sino ad oggi.

Considerando il fatto che mi capita spesso di praticar la strada a piedi o in cicclo e, mettendolo in rapporto con lo stupore che ho provato quando raramente mi è successo d'imbattermi in animali bradi, pensavo al fatto che a stupirmi, più che, chessò, le lepri o i caprioli, fossero i gatti o i cani.

Se fossi in loro, i gatti o i cani, penserei a un movimento di liberazione per togliermi di dosso 'sti papy e mamy.

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Nelle sue remote pagine è scritto che gli animali si dividono in (a) appartenenti all'Imperatore, (b) imbalsamati, (c) ammaestrati, (d) lattonzoli, (e) sirene, (f) favolosi, (g) cani randagi, (h) inclusi in questa classificazione, (i) che s’agitano come pazzi, (j) innumerevoli, (k) disegnati con un pennello finissimo di pelo di cammello, (l) eccetera, (m) che hanno rotto il vaso, (n) che da lontano sembrano mosche.

Latebrix domestica