C'era una volta, in un tempo remoto, la consapevolezza che, chi stesse caricano un programma, le percentuali di incremento, non coincidessero con il tempo degli orologi. Tutti lo sapevano. Quando poi le percentuali sono state implementate con una barra, non è cambiato, quel tempo era un tempo non cronometrabile. Accade ancora di dover caricare o scaricare qualcosa, ma il tempo per queste manovre è risibile. Talmente risibile da avere per simbolo un orologio. O una clessidra. Entrambi non funzionanti.
Nelle sue remote pagine è scritto che gli animali si dividono in (a) appartenenti all'Imperatore, (b) imbalsamati, (c) ammaestrati, (d) lattonzoli, (e) sirene, (f) favolosi, (g) cani randagi, (h) inclusi in questa classificazione, (i) che s’agitano come pazzi, (j) innumerevoli, (k) disegnati con un pennello finissimo di pelo di cammello, (l) eccetera, (m) che hanno rotto il vaso, (n) che da lontano sembrano mosche.
Il libro è un oggetto testuale che possiede una caratteristica non specifica rispetto ad altri tipi di testi, ma con una misura più dilatata, quindi visibile: incarna il tempo in modo strutturale. La sua peculiare funzione deriva dalla doppia temporalità insita nella lettura: il tempo del testo, che appartiene alla narrazione, e il tempo del lettore, che si distribuisce nelle diverse sessioni di lettura. Questa alternanza produce una doppia memoria, in cui gli episodi narrativi si intrecciano con le esperienze quotidiane del lettore, generando un effetto simile alla tecnica mnemonica dei loci. In questa prospettiva, il libro non è solo un contenitore di parole, ma un dispositivo che articola e stabilizza la temporalità. La struttura del libro consente pause, riprese e ritorni: il tempo non scorre in modo continuo, ma viene segmentato e reso navigabile. Ogni lettura rappresenta una riattivazione della durata linguistica, e l’esperienza del libro dipende dall’interazione tra la tem...
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