https://www.ilpost.it/2026/03/10/approccio-lavoro-generazioni/

Traspare veso la fine dell'articolo un tema che tuttavia fin dall' inizio della lettura mi è apparso evidente.

Si fanno paralleli tra generazioni (supposte mobili) con un oggetto suppostamente statico: il lavoro. Non c' è la consapevolezza che cinquant'anni fa i bambini giocavano ai mestieri muti. Se lo facessero ora farebbero uno su una sedia al pc.

Insomma, l' oggetto stabile con cui si esamina il problema ha cambiato senso. A mio parere è proprio lì l'inghippo.

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Nelle sue remote pagine è scritto che gli animali si dividono in (a) appartenenti all'Imperatore, (b) imbalsamati, (c) ammaestrati, (d) lattonzoli, (e) sirene, (f) favolosi, (g) cani randagi, (h) inclusi in questa classificazione, (i) che s’agitano come pazzi, (j) innumerevoli, (k) disegnati con un pennello finissimo di pelo di cammello, (l) eccetera, (m) che hanno rotto il vaso, (n) che da lontano sembrano mosche.

Latebrix domestica